sabato 23 maggio 2015

Perché Hayek si è collegato a David Ricardo Per una biografia intellettuale

L’arrivo alla London School of Economics nel 1931, su invito di Lionel Robbins, sembrò a Hayek una buona occasione per assecondare la tendenza all’integrazione dei vari indirizzi di ricerca, che era perseguita da esponenti di diverse scuole, e aveva già trovato espressione nella celebre formula di Maffeo Pantaleoni: “In economia esistono solo due scuole: i buoni economisti e i cattivi economisti”. I giovani allievi cercavano di scoprire i punti di convergenza nelle opere di maestri come Marshall, Walras, Pareto,  Menger, Wicksell ed altri, che avevano già cercato di lavorare ad una sintesi.
Hayek si era avvicinato all’economia sotto la guida di Wieser e Mises, e aveva scoperto in America l’approccio statistico. Una volta a Londra, approfondì la conoscenza dei classici inglesi, dagli scozzesi Hume e Smith, a Thornton e Cantillon, a Ricardo e J. S. Mill. I suoi interessi teorici vertevano sui problemi della moneta e del capitale, più che sulla teoria dell’utilità. Le sue lezioni alla London School e la pubblicazione di Prices and Production furono un grande successo. Ebbe molti amici e allievi; ma ben presto si accorse che l’unificazione della teoria era una chimera.
La prima controversia con Keynes ebbe origine dopo la pubblicazione del Treatise on Money. Più che una recensione, Hayek ne fece uno studio approfondito, in due saggi. Keynes replicò al primo, ma non al secondo; perché nei mesi intercorsi tra il primo e il secondo saggio, il punto di vista di Keynes era cambiato. Nel frattempo, Piero Sraffa attaccava duramente Prices and Production, suscitando, a sua volta, la replica di Hayek. Ma la vera cesura fu la pubblicazione della General Theory (1936). A quel punto, la maggior parte degli amici di Hayek lo abbandonò, per seguire la nuova corrente. I rapporti personali con Keynes proseguirono fino alla morte di quest’ultimo; ma le loro visioni dell’economia erano nettamente divaricate.
Da quella data in poi, Il concetto di domanda aggregata ha guidato le fortune, e le sfortune, delle successive generazioni di keynesiani; e la fine del Gold Standard li ha portati a identificare questa domanda con le emissioni monetarie delle banche centrali, sotto il controllo dei governi.

Perché David Ricardo era così importante per Hayek? Ricardo diceva che macchine e lavoro sono in continua competizione, perché un aumento dei salari spinge i capitalisti a sostituire il lavoro con le macchine. 


Edizioni IBL
Hayek chiama "effetto Ricardo" la serie di reazioni causate dal mutamento del rapporto tra macchine e lavoro, nelle decisioni d’investimento. La domanda aggregata non è la chiave per la comprensione dei problemi del ciclo economico. La domanda di beni di consumo non determina automaticamente i beni capitali che servono a produrre i beni finali richiesti. Ciascuno dei possibili fornitori di macchine investe solo sulla base di specifiche attese di profitto; e una medesima domanda di beni di consumo può essere soddisfatta con differenti volumi d’investimento. 

Hayek paragona il complesso processo della produzione a un flusso, nel quale la consistenza dei vari affluenti non è determinata dalla domanda finale, ma dalla struttura dei prezzi relativi dei differenti fattori produttivi. L’economia è un mondo di scarsità relative: non ci sarà mai l’età dell’oro, o l’abbondanza di tutte le cose.
Questa è la tesi di fondo che ha ispirato la mia edizione del libro Produzione e Produttività. Esso contiene due saggi di Hayek - "Profits, Interest and Investment" (1939) e "The Ricardo Effect" (1942) - tradotti per la prima volta in italiano. Questi sono collegati a un altro saggio, già disponibile in italiano: "Three Elucidations of The Ricardo Effect" (1969).



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